Le Tre Caravelle

All'uomo appartengono i progetti della mente, ma dal Signore viene la risposta (Prov.16,1)
sabato, 21 novembre 2009



L'incredibile caso di "Miss Brown" e "Myriam" (Il Sussidiario.net)

La deriva della politically corectness britannica arriva persino a generare forme odiose di discriminazione nei confronti dei cristiani.

È accaduto ad una donna, – che chiamerò Ms. Brown –, da tempo impegnata nell’attività di affidamento di minori. Per dieci anni si è presa cura di un’ottantina di ragazzi.

La donna ha dichiarato di non aver mai considerato quell’attività come un semplice lavoro ma come una vera e propria «vocation», e di amare profondamente quell’atto di attenzione nei confronti di adolescenti difficili. Aveva addirittura affittato, per quella sua vocazione, una fattoria con un pony che utilizzava per l’ippoterapia in favore di ragazzi disabili.

Tutto perfetto, tranne il fatto che Ms. Brown fosse anche una cristiana praticante.

I guai, infatti, cominciano quando le viene affidata una ragazza sedicenne – a cui diamo il nome di Miryam – sottratta alla famiglia d’origine musulmana. L’adolescente, dotata di un particolare grado di sensibilità ed intelligenza, aveva deciso di non vestire secondo le tradizioni islamiche e di non mangiare halal, ovvero seguendo i precetti coranici.

Quello che Ms. Brown non può prevedere è che l’irrequieta ragazza decida di convertirsi al cristianesimo proprio durante il periodo di affidamento.

Quando Miryam chiede, infatti, di farsi battezzare, le autorità comunali competenti sulla vigilanza dell’affidamento contestano alla donna di aver violato i propri doveri di affidataria, tra cui quello di «preservare la fede religiosa della ragazza» e di «usare la propria influenza per impedire il battesimo».

Gravissime le conseguenze.

Ad aprile dello scorso anno le autorità dispongono che alla ragazza venga interdetta la possibilità di frequentare la chiesa per sei mesi, affinché possa riconsiderare «in maniera più saggia» la denegata ipotesi di diventare cristiana. A Ms. Brown viene ingiunto di scoraggiare, in qualunque modo, la ragazza dal partecipare a qualunque tipo di attività religiosa, persino semplici eventi sociali.

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postato da: Clessydra alle ore 14:03 | link | commenti
categorie: religione, europa, conversione, doppiopesismo, società oggi
venerdì, 20 novembre 2009


INDONESIA

Ulema indonesiani boicottano l'apocalittico “2012”: è blasfemo

(di Mathias Hariyadi per Asianews)

A destare controversie il racconto del giorno del giudizio: una moschea è rasa al suolo e la salvezza è possibile solo in una chiesa. In diverse zone del Paese i fondamentalisti impediscono la proiezione del film e compiono raid negli internet-point. Leader islamico: è proselitismo cristiano. Musulmano moderato: è solo un film.



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Emmerich ha dichiarato che, in realtà «si possono attaccare i simboli cristiani, ma se si fa la stessa cosa con un simbolo arabo, si può finire con una fatwa». 


mi sa che ha fatto male i conti






postato da: elmosquito alle ore 20:44 | link | commenti (1)
categorie: islam, doppiopesismo
giovedì, 12 novembre 2009



E poi non rimase nessuno... anzi, no, dietrofront, la Mecca sì.

(Il film apocalittico distrugge il Vaticano e risparmia la Mecca- di Caterina Maniaci)

Le sequenze sono una più apocalittica dell’altra. Ma certo la distruzione del Vaticano, con il crollo del Cupolone rimane uno dei momenti clou del nuovo film-evento-catastrofista, “2012”, del regista Roland Emmerich. E, a quanto pare, il fatto di aver deciso di illustrare la fine del mondo anche attraverso queste immagini di distruzione, è scaturito non solo da necessità creative ma perché, in fondo far crollare il Vaticano non comporta alcun rischio, far sprofondare la Mecca «mi avrebbe procurato una fatwa dagli islamici», come lo stesso regista ha ammesso. E mentre negli Usa ci si interroga, si dibatte, anche ferocemente, sul tema, qui si aspetta solo l’uscita nelle sale cinematografiche del kolossal. A proposito, per un film sulla fine del mondo, nessuna data è più indicata di un venerdì 13.

Tutta la vicenda è stata tirata in ballo, con una nuova forza polemica, dal presidente della Lega Cattolica degli Stati Uniti, Bill Donohue, il quale si lamenta appunto che Emmerich abbia ammesso in pubblico che per "2012” si sia deciso a distruggere il Vaticano e non La Mecca per “rispetto dei musulmani” e perché i cattolici non lo avrebbero «condannato a morte». Dichiarazioni incrociate e riportate dall’agenzia di stampa Aciprensa. Lo stesso Emmerich ha dichiarato che, in realtà «si possono attaccare i simboli cristiani, ma se si fa la stessa cosa con un simbolo arabo, si può finire con una fatwa». A queste parole il combattivo Donohue è letteralmente saltato in aria e ha affibbiato al regista epiteti come «codardo», falso «che non tollera i cattolici». Da parte sua Emmerich non ha avuto alcun problema ad affermare che, personalmente, non crede «nella religione organizzata. Non ho quindi rimorsi per aver “distrutto” il Vaticano», aggiungendo che, per la verità, «la fede e la religione non possono aiutarti in momenti così, perché se c’è un terremoto non ti rifugi in una chiesa, perché ti può cadere in testa».

Tutti questi ragionamenti hanno davvero indignato il presidente della Lega Cattolica, il quale alla fine ha rilevato che quando va in giro dicendo che Hollywood odia il cristianesimo, e specialmente il cattolicesimo, molti se la prendono con lui e lo contestano, però «nessuno riesce a provare che sto equivocando».

Il film si basa sulla profezia Maya secondo la quale il 21 dicembre 2012 finirà il mondo così come lo conosciamo. L’antica popolazione mesoamericana aveva inventato un calendario basato su diversi cicli terrestri: il tredicesimo si conclude proprio in quella data senza prevedere un seguito. Una profezia che ispira tutte quelle per cui uno speciale allineamento di pianeti e un’attività anomala del sole avranno conseguenze devastanti sul pianeta Terra, sconvolgendone poli, rotazione, massa e assetto. Niente sarà risparmiato, tranne, appunto, il mondo islamico.

Mentre da noi si aspetta l’uscita nelle sale, i siti e i blog americani si animano e si infiammano

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fonte Libero-news

Gli anglofoni possono dilettarsi a leggere QUI 
 le motivazioni di Emmerich "cuor di leone".

postato da: Clessydra alle ore 21:57 | link | commenti
categorie: doppiopesismo, società oggi
giovedì, 05 novembre 2009



Virus A, nel Duomo di Milano sospeso il “segno di pace”

Nel Duomo di Milano la stretta di mano come segno di pace è stata sospesa durante le funzioni religiose 

duomo-milano

(da Blitzquotidiano)
 

Nel Duomo di Milano la stretta di mano come segno di pace è stata sospesa durante le funzioni religiose. Sarà sufficiente un inchino. La decisione sarà mantenuta sino alla fine della pandemia di influenza A. E basta anche acqua benedetta nelle acquasantiere che fino ad allora resteranno asciutte.

Le disposizioni sono dell’arciprete del Duomo, monsignor Luigi Manganini, e  sono state affisse nella cattedrale.

Da alcuni giorni infatti i fedeli sono invitati a non stringersi la mano scambiandosi il segno di pace dopo l’omelia e ad accontentarsi di «un leggero inchino, eventualmente aprendo le braccia senza stingersi la mano».

Le disposizioni, che  includono la decisione che il celebrante si lavi le mani prima di distribuire l’eucarestia che sarà poggiata sulle mani dei fedeli e non in bocca, riguardano per il momento solo la cattedrale. Si tratta quindi di una decisione  autonoma della parrocchia del Duomo.

Dalla Curia hanno fatto  sapere che si sta monitorando la situazione  e che al momento non ci sono le condizioni per prendere un provvedimento a livello diocesano.

Mah....

postato da: Clessydra alle ore 15:05 | link | commenti (1)
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ALLORA ABOLIAMO CALENDARI, AFFRESCHI E DOMENICHE

di Andrea Tornielli

Caro Direttore,
la sentenza della Corte di Strasburgo mi ha finalmente aperto gli occhi. L’Italia deve svegliarsi dal suo medioevale torpore e imparare dalle avanguardie europee. Diciamola tutta: è l’ora di finirla con quest’Italietta cattolica, con questo Paese di campanili, con il frusciar di tonache pretesche e d’ingerenze cardinalizie a ogni piè sospinto.
Finalmente c’è un giudice a Berlino che riconosce l’inaudita violenza alla quale sono stati sottoposti fin dalla fondazione dello Stato unitario generazioni di studenti, costretti a incrociare con lo sguardo svogliato, quei due pezzi di legno inchiodati al muro. È ora di liberarsi da questi fardelli del passato, la cristianità è tramontata, la Repubblica è laica, i cristiani tengano i crocifissi in casa o in chiesa, non pretendano di imporli a scuola e negli uffici in pubblici né tantomeno nelle aule di giustizia dove vengono giudicati i poveri cristi.
La battaglia per la libertà dal giogo della religione è però appena cominciata. Questo è soltanto un primo, timido ma necessario passo. Te ne suggerisco qualche altro. Non basterà abolire, come tu stesso hai ricordato, il simbolo della Croce Rossa su fondo bianco, ormai tradizionale emblema delle istituzioni ospedaliere. Bisognerà porre la questione ormai irrinunciabile, del computo del tempo. Ti pare corretto che io, laico, sia costretto per un’assurda convenzione d’antan a calcolare gli anni dalla data nascita di un ebreo marginale e irrilevante, venuto al mondo in un villaggio agli estremi confini dell’Impero romano? Ti pare giusto che io debba riferirmi a quella nascita ogni qual volta spedisco un’email, scrivo una lettera, pianifico una vacanza o leggo un giornale? Sopruso insopportabile: son costretto a riferirmi a Gesù ogni santo giorno e più volte al giorno. L’Europa dovrebbe studiare un calendario veramente laico e condiviso, che faccia piazza pulita di queste convenzioni religiose di parte. Si potrebbe ricominciare a contare gli anni dalla fondazione di Roma (ma i laziali saranno d’accordo?) o meglio inventare una data di partenza ex novo.
E poi, vogliamo parlare della domenica? Si continua a chiamarla così, vale a dire dies Domini, giorno del Signore, e sono costretti a festeggiarla tutti, anche i non credenti, quando è risaputo che in questo giorno si ricorda la resurrezione del suddetto ebreo marginale nato in Giudea un paio di millenni fa. Perché favorire quei cattolici (sempre meno), che usano di quel giorno per le loro pratiche religiose di precetto? Noi laici dovremmo ribellarci, e chiedere all’Europa di istituire il fine settimana il martedì (non il mercoledì, sennò favoriamo quelli che vanno all’udienza del Papa), equidistante sia dalla domenica cristiana sia dal venerdì islamico e dal sabato ebraico. Non parliamo poi di feste quali il Natale o la Pasqua, così smaccatamente cristiane. Basta con l’ipocrisia di trasformarle in feste dei buoni sentimenti o della primavera: si aboliscano. E i cristiani che vogliono andare a messa si prendano un giorno di ferie.
Ancora. Vogliamo finirla con le scuole pubbliche e le vie intitolate ai santi? Perché mai una scuola statale dovrebbe chiamarsi «Francesco d’Assisi»? La famiglia benestante potrebbe risentirsi, non ritenendo quello di San Francesco un modello in linea con la new economy, come pure potrebbe non essere d’accordo la famiglia del cacciatore, che agli uccellini e ai lupi preferisce sparare piuttosto che parlare. E i troppi affreschi esposti in luogo pubblico, così irritanti per il loro contenuto ostentatamente religioso? E i campanili che svettano fastidiosamente, impossibili da non notarsi, anche quando si percorre l’autostrada? Non si potrebbero oscurare con appositi pannelli? Chi pensa ai miei diritti di laico quando passeggiando per i sentieri di montagna m’imbatto in quelle edicole con l’effigie della Madonna (la madre dell’ebreo marginale di cui sopra)? E perché in cima alle montagne ci si deve andare per forza a piantare una croce?  LEGGI TUTTO
postato da: Clessydra alle ore 11:13 | link | commenti
categorie: scuola, religione, europa, gesù, crocifisso, società oggi
lunedì, 26 ottobre 2009


Messaggio da Medjugorje del 25 ottobre 2009









Cari figli, anche oggi vi porto la mia benedizione e vi benedico tutti e vi invito a crescere su questa strada che Dio ha incominciato attraverso di Me per la vostra salvezza. Pregate, digiunate e testimoniate con gioia la vostra fede, figlioli, e il vostro cuore sia sempre riempito di preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.




postato da: elmosquito alle ore 14:51 | link | commenti
categorie: medjugorje, maria di nazareth
mercoledì, 21 ottobre 2009


LE MERAVIGLIE DELLA CREAZIONE






Una èquipe di astronomi europei ha scoperto 32 nuovi pianeti fuori dal sistema solare, portando a più di 400 il numero di pianeti conosciuti.

postato da: elmosquito alle ore 17:48 | link | commenti
categorie: scienza



Che cosa dovrebbe tenere presente un presidente dell'Europa secondo B-XVI (Paolo Rodari)

Benedetto XVI parla di verità dimenticata dell’Europa e pone le condizioni per il rientro degli anglicani a Roma

Ventiquattro ore prima l’annuncio, quest’oggi in sala stampa vaticana, da parte del cardinale statunitense Joseph William Levada, prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, delle condizioni per le quali gli anglicani che ne hanno fatto richiesta possano entrare in piena comunione coi vescovi di Roma (soltanto della cosidetta “Traditional Anglican Communion” sono circa mezzo milione i fedeli che da tempo, non riconoscendosi più nella linea imposta all’anglicanesimo dall’arcivescovo di Canterbury, hanno chiesto di essere riammessi “in blocco” nella chiesa cattolica e dunque sotto la piena e diretta autorità di Roma) sono arrivate le parole del Papa dedicate all’Europa. Benedetto XVI ha infatti tenuto davanti al nuovo capo della delegazione della commissione delle Comunità europee presso la Santa Sede, Yves Gazzo, una densa esortazione (come una mini lectio magistralis) dedicata alle radici cristiane dell’Europa, radici tuttora attuali ma la cui esistenza – ha detto il Pontefice – è “sempre più passata sotto silenzio nell’Unione europea”.

Ratzinger ha parlato di “verità” dimenticata. Quale? Quella dell’“ispirazione decisamente cristiana dei padri fondatori” della stessa Unione europea. Sono valori “frutto di una lunga e sinuosa storia nella quale, nessuno lo negherà, il cristianesimo ha giocato un ruolo di primo piano”, ha detto ancora in proposito il Papa. E queste radici, questi valori oggi dimenticati e dunque in qualche modo traditi, il Papa li ha anche elencati: “La pari dignità di tutti gli esseri umani, la libertà d’atto di fede alla radice di tutte le altre libertà civili, la pace come elemento decisivo del bene comune, lo sviluppo umano, intellettuale, sociale ed economico, in quanto vocazione divina e il senso della storia che ne deriva”.

Ma non solo. Papa Ratzinger ha parlato anche di “immense risorse intellettuali, culturali, economiche del continente”. Risorse che “continueranno a dare dei frutti se saranno fecondate dalla visione trascendente della persona umana che costituisce il tesoro più prezioso dell’eredità europea”. “Questa tradizione umanistica – ha aggiunto il Pontefice – nella quale si riconoscono correnti di pensiero anche molto differenti fra loro rende l’Europa capace di affrontare le sfide di domani e di rispondere alle attese della popolazione”. E ancora: “Si tratta principalmente della questione del giusto e delicato equilibrio fra l’efficienza economica e le esigenze sociali, della salvaguardia dell’ambiente e soprattutto dell’indispensabile e necessario sostegno alla vita umana dal suo concepimento fino alla morte naturale e alla famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna”.

Elementi che caratterizzano l’Europa così come i padri fondatori l’hanno immaginata, dunque. Elementi che nonostante la dimenticanza di oggi, non vengono dimenticati e nemmeno rinnegati da tanti fedeli. E, significativamente, anche da quei fedeli anglicani che proprio nel nome di quei valori e a fronte d’una chiesa, quella guidata dall’arcivescovo di Canterbury, oggi troppo spesso lassista verso questi stessi valori (l’ordinazione di persone omosessuali e delle donne è il tema più dibattuto), chiede il rientro nella chiesa cattolica: i presuli anglicani avrebbero già sottoscritto in segno di adesione il catechismo della chiesa cattolica e l’avrebbero depositato presso un santuario mariano in Inghilterra. Riuniti con Roma, i vescovi sposati lascerebbero l’episcopato (la loro ordinazione non è valida) e verrebbero ordinati sacerdoti da un vescovo cattolico. In questo modo, come avviene nelle chiese orientali di rito latino, rimarrebbero sposati.

Beninteso, il fatto che il Papa abbia parlato delle radici dimenticate dell’Unione europea poche ore prima l’annuncio del cardinale Levada dedicato agli anglicani è soltanto un caso. Ma la cosa dice comunque molto: anzitutto dice come oggi, anche al di fuori del cattolicesimo, vi siano molti fedeli cristiani che queste radici e i valori che esse esprimono intendono recuperare. Tra questi tutti quegli anglicani che, sentite le condizioni di Levada, intenderanno tornare sotto Roma, sotto la guida del Papa

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(fonte: www.ilfoglio.it)

postato da: Clessydra alle ore 09:18 | link | commenti
categorie: europa, papa benedetto xvi, anglicanesimo
lunedì, 19 ottobre 2009



L’idea (disastrosa) dell’ora di Islam
e il rischio della scuola coranica (Vittorio Messori)

 

Ancora una volta, riecco l’invocazione scaramantica: «Ci vorrebbe l’ora di…». Stavolta, quella nuova, da istituire subito nelle scuole pubbliche, sarebbe «l’ora di Islam». C’è qualcosa di drammati­co, ma anche di grotte­sco, nella parabola, vec­chia ormai di due secoli, delle funzioni che si so­gna di affidare alla «scuo­la di Stato». C’è, qui, un mito nato — come tanti — dagli schemi ideologi­ci di giacobini e girondi­ni.

Non lo scettico Voltaire ma il fervoroso Rousseau fu il maestro di quei signori: si nasce buoni, il peccato originale è una favola disastrosa, date ai fanciulli dei maestri acconci ed avrete il regno della bontà, dell’altruismo, del civismo. Sorgono difficoltà sempre nuove? Ma dov’è il problema?
Basterà inserire nella scuola pubblica delle apposite «ore di…» che educhino al bene e al buono i nuovi virgulti; e tutto sarà ripianato.

Da noi, il Cuore deamicisiano è l’icona caricaturale di questi nuovi templi di un’umanità plasmata dalla Ragione e strappata alla superstizione. Succede, però, che proprio nell’Occidente laicamente formato, abbiano trovato folle entusiaste le ideologie mortifere che hanno devastato i due secoli seguiti al trionfo delle utopie roussoiane. Ma poiché gli ideologi hanno per motto «se la realtà non coincide con la teoria, tanto peggio per la realtà», il mito ha continuato ad agire. Il sesso fra gli adolescenti crea gravidanze incongrue e favorisce violenze? Si istituiscano nelle scuole «corsi di educazione sessuale». Alcol e droghe devastano i giovanissimi? Ecco gli esperti per gli appositi «corsi contro le dipendenze». C’è strage su moto e automobili? Subito «corsi di educazione stradale».

La convivenza sociale è sempre più turbolenta? Ecco dei bei «corsi di educazione civica».
Si potrebbe continuare, ma la realtà è chiara: a ogni problema, una risposta affidata alla scuola. Con il risultato, segnalato da pedagogisti ovviamente inascoltati, o di effetti irrilevanti o addirittura di aggravamento delle situazioni: il confuso istinto di ribellione dei giovani porta a sperimentare e a praticare ciò che è condannato nelle prediche degli adulti, soprattutto se insegnanti.
Trasgredire al professore dà tanto gusto come, un tempo, trasgredire al parroco.

E ora, tocca all’Islam, la cui presenza tra noi, ogni giorno in crescita, è tra gli eventi che meritano l’inflazionato aggettivo di «storico». Non siamo davanti a una immigrazione, ma a una di quelle migrazioni che si verificano una o due volte in un millennio. Per quanto importa, sono tra i convinti che, sulla lunga durata, l’Occidente si rivelerà per l’islamismo una trappola mortale. I nostri valori e, più ancora, i nostri vizi, corroderanno e, alla fine, faranno implodere una fede il cui Testo fondante non è per nulla in grado di affrontare la critica cui sono state sottoposte le Scritture ebraico-cristiane.

Una fede che, in 1400 anni, non è mai riuscita ad uscire durevolmente dalle zone attorno ai tropici, essendo una Legge nata per remote organizzazioni tribali. Una fede che, priva di clero e di un’organizzazione unitaria, impossibilitata a interpretare il Corano — da applicare sempre e solo alla lettera — è incapace di affrontare le sfide della modernità e deve rinserrarsi dietro le sue mura, tentando di esorcizzare la paura con l’aggressività. Ma poi: panini al prosciutto, vini e liquori, minigonne e bikini, promiscuità sessuale, pornografia, aborti liberi e gratuiti, «orgogli» omosessuali, persino la convivenza con cani e gatti, esseri impuri, e tutto ciò di cui è fatto il nostro mondo — nel bene e nel male — farà sì che chi si credeva conquistatore si ritroverà conquistato.

Ma questo, dicevo, in una prospettiva storica: LEGGI TUTTO


interessanti le considerazioni di Messori, ma perché mai le nostre uniche speranze di non farci islamizzare dovrebbero essere affidate solo ai panini al prosciutto, ai vini e alle minigonne?

postato da: Clessydra alle ore 17:28 | link | commenti (2)
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Il rispetto dei diritti umani in Cina.





"Le donne in età fertile devono sottoporsi a controlli periodici, chi resta incinta senza permesso del governo viene fatta abortire"






qui l'articolo
postato da: elmosquito alle ore 12:04 | link | commenti
categorie: comunismo, aborto

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